Archivio giornaliero :febbraio 28, 2020

Con gli arancini, cassatelle alla ricotta e cudduruna la Regione Siciliana ritorna al Corso di Cucina della SAIG

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La SAIG annuncia l’inizio della quaresima Corso di Cucina dello scorso 27 febbraio, proponendo la Regione Sicilia con alcuni dei suoi baluardi culinari quali l’Arancino, la tradizionale cassatella alla ricotta e, come aperitivo, cudduruna a volontà.

Per passare questi momenti di gioia culinaria, la SAIG ha fatto appello a dei professionisti delle pietanze sicule “fatti in casa”: Rosa Maria e Pippo Pelleriti, per gli arancini e cudduruna e, Giuseppe Rizzo per le cassatelle alla ricotta. Molto precisi nelle spiegazioni, si sono dilettati ad insegnare alle nostre frequentatrici queste ricette conosciute in tutto il mondo. Il corso è stato particolarmente frequentato anche da persone che ha chiesto, esplicitamente, la partecipazione occasionale.

“Arancina a Palermo, arancino a Catania, il derby dura da decenni. L’Accademia della Crusca si è espressa – ma alla fine sono sempre “palle di riso”

È stata l’Accademia della Crusca a mettere tutti d’accordo sul nome delle palle di riso. Sulla questione si è pronunciata ufficialmente: “Il gustoso timballo di riso siculo deve il suo nome all’analogia con il frutto rotondo e dorato dell’arancio, cioè l’arancia, quindi si potrebbe concludere che il genere corretto è quello femminile: arancina. Ma non è così semplice”. Seguiamo il ragionamento della Crusca: “Nel dialetto siciliano, come registrano tutti i dizionari dialettali, il frutto dell’arancio è aranciu e nell’italiano regionale diventa arancio”. Quindi “arancinu” nel dialetto siciliano era ed è declinato al maschile, come attestano entrambi i vocabolari ottocenteschi sopra citati.”

“Sua maestà la cassatella: storia e origini del dolce con la ricotta

Le cassatelle siciliane con la ricotta sono dolci che, in Sicilia, si trovano facilmente nei bar e nelle pasticcerie in tutti i periodi dell’anno, è un dolce che non ha stagione e non predilige una festività.

Si dice che la cassatella originale sia nata secoli e secoli fa e che fosse leggermente più grossa e grezza, almeno all’inizio. Si pensa che sia nata nei dintorni di Calatafimi Segesta.

Con il tempo la cassatella si modificò e pare che prese il suo attuale aspetto passando attraverso i secoli e prendendo elementi sia della cucina rurale che della cucina più ricca. Ricotta, cacao, mandorle e cannella si unirono in un unico squisito dolce, che veniva realizzato in prossimità della Pasqua.

Allo stesso tempo il tipo di fattura fa pensare ad alcune caratteristiche della dominazione araba, come l’uso delle spezie. Non esistendo una ricetta originale rintracciabile, comunque, queste sono solo supposizioni. L’unica cosa che resta certa è la storia lunghissima.”

Dall’affluenza in questa attività culinaria, ancora una volta la SAIG riesce ad interpretare le esigenze di molti connazionali che, non solo intendono mantenere l’appartenenza ma si evolvono nella ricerca di emozioni e la voglia di stare insieme attraverso questi corsi che evidenziano la ricchezza della nostra Italia.

DANSER INSIDE GENEVA evento all’ONU di Ginevra curato dall’Architetto Simone Ghera

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Il 26 febbraio, è stato inaugurata dal Rappresentante Permanente d’Italia, Amb. Gian Lorenzo Cornado, e la Direttrice Generale delle Nazioni Unite di Ginevra, Tatiana Valovaya, al Palais des Nations la mostra “Dancer Inside Geneva”. Progetto nato nel 2008, è diventato negli anni un evento internazionale che coinvolge di volta in volta istituzioni e partner di prestigio in tutto il mondo.
Si tratta di un’esposizione di scatti fotografici, in bianco e nero, effettuatati da Simone Ghera, Architetto romano, che ha scelto di fondere l’arte della danza e quella dell’architettura. Un progetto che accosta la danza a luoghi architettonicamente importanti o evocativi che ha permesso a Ghera di realizzare una serie di scatti prospettici con ballerine come protagoniste sullo sfondo di locations, presenti in tutto il mondo, effettivamente evocative ed artistiche.

Nella mostra molti i momenti immortalati nell’istante di una azione coreografica, come un arabesque, una piroetta, un plié, un relevé, viene eseguita da una ballerina nel contesto di un museo, come l’Hermitage di San Pietroburgo, a una scuola di danza, come l’Opera di Roma, o accanto a un monumento a Berlino o a New York. Ghera fa il giro del mondo in punta di piedi, letteralmente, e lascia il pubblico ammirato da tanta bellezza ed eleganza.

Per l’Arch. Ghera è fondamentale la ricerca della perfezione ed il senso della costruzione e riesce nel suo intento riuscendo a coniugare danza ed architettura, dimostrando, attraverso la fotografia, altra indubbia forma d’arte, che trattandosi di linguaggi universali possono parlare tra loro esaltandosi ed influenzandosi a vicenda.

Dopo le esposizioni in molte capitali quali Madrid, Roma, Baku, Praga, Berlino, Parigi, San Pietroburgo, Londra, New York, Ghera arriva a Ginevra al Palais des Nations, perché, come sottolineato dalla Direttrice Generale, Tatiana Valovaya “il vero spirito delle Nazioni Unite è trovare l’universalità nella diversità” .

Quello che colpisce è la leggerezza, quasi l’assenza di gravità, e l’eleganza delle protagoniste colte in diversi momenti ed atteggiamenti durante il loro lavoro.

L’evento è stato completato magistralmente anche con la rappresentazione di quattro pièce da parte di ballerine della scuola di danza di Berlino e dell’Opera di Roma che si sono esibite, accompagnate dalla musica della Violoncellista spagnola, Laura Peribañez. Gli spettatori si sono ritrovati accanto delle belle professioniste che hanno danzato in mezzo a loro. Una bella sorpresa e originale che ha dato vita ad uno spettacolo nello spettacolo.

L’evento è patrocinato da diversi Partner Istituzionali tra cui l’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo, l’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia, la Casa dell’Architettura, l’Associazione Italiana Danzatori, l’Accademia Nazionale di Danza, la Compagnia Nazionale brasiliana São Paulo Companhia de Dança, Mediascena Europa.

La Redazione:
La Notizia di Ginevra87857361_3026374190746568_8413493856556810240_o 87840884_3026374000746587_6576695983697035264_o 87642150_3026373230746664_8502581283686187008_o 87479792_3026373740746613_5825618276503257088_o

Il Carnevale dei Corsi di Lingua e Cultura Italiana a Ginevra

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Il termine Carnevale, che deriva probabilmente dal latino carnem levare ovvero “togliere la carne”, indica il banchetto che si teneva il martedì grasso, ovvero l’ultimo giorno di Carnevale, e contemporaneamente l’inizio del periodo di Quaresima, tempo di digiuno e purificazione per i credenti in attesa della Pasqua.

Durante il periodo che noi comunemente chiamiamo Carnevale nell’antica Roma, si celebrava la fertilità della terra che, dopo il torpore invernale, tornava a rivivere e nutrire uomini e animali. Per il loro carattere, l’antica festa romana dei Saturnalia (dedicata al dio Saturno) e le Dionisie greche (in onore del dio Dionisio) ricordano da vicino il nostro Carnevale.
Gli antichi vedevano in Saturno il dio dell’età dell’oro, un’epoca felice in cui tutti vivevano in uno stato di eguaglianza, ove l’abbondanza dei frutti terreni era una certezza. La rievocazione di quel momento, durante i Saturnalia, si esplicava oltre che con banchetti e balli con un momentaneo sovvertimento, in chiave scherzosa e dissoluta, degli obblighi sociali e delle gerarchie costituite, in favore del “caos” e del disordine che tutto permetteva.

Così, gli schiavi potevano considerarsi uomini liberi e comportarsi di conseguenza, eleggendo ad esempio un Princeps (caricatura della classe dominante) al quale affidavano ogni potere. Vestito con capi sgargianti e una maschera, rappresentava la personificazione di una divinità degli inferi (Saturno o Plutone) preposta alla custodia delle anime dei defunti e protettrice dei raccolti.

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Questa tradizione la si festeggia anche a Ginevra da 9 anni, con i corsi di Lingua e Cultura Italiana. L’evento itinerante, quest’anno svoltosi nella Città di Vernier il 22 di febbraio, è stato organizzato in sinergia con la SAIG (Società delle Associazioni Italiane a Ginevra) il CAE (Comitato Assistenza Educativa) e l’Ufficio Scuola del Consolato Generale d’Italia a Ginevra.
I docenti carichi di decorazioni e addobbi vari, frutto di un sapiente lavoro manuale, hanno iniziato ad allestire la sala alle 13,00 con l’aiuto della Presidente e della segretaria del CAE.

Alle 14,30 ha preso corpo gradualmente la festa con l’arrivo delle prime mascherine accompagnate dai numerosi genitori. La festa è stata aperta dal Dirigente Scolastico Giorgio La Rocca e dalla Presidente del CAE Virginia Cremonte.

Dopo il grande successo del 2019, per il Carnevale 2020, è stato riproposto l’atelier circo animato dal circense Aliocha. Approfittando di una bellissima giornata di sole, il materiale di animazione è stato allestito nel cortile della scuola di Vernier-Place. Questo ha permesso, ai circa 200 bambini presenti e alle loro famiglie, di imparare alcune tecniche di acrobazia e giocolieria e di trascorrere un bellissimo pomeriggio all’aperto.

All’interno tutto è stato allestito e coordinato dai docenti ministeriali e dalle docenti CAE:
un angolo è stato dedicato alle truccatrici e i bambini non hanno esitato a sottoporsi come cavie pur di avere uno stupendo trucco sul viso, mentre l’atelier foto ha dato sfogo alla fantasia di grandi e piccini che hanno fatto delle foto e dei selfies simpaticissimi.
Nella stessa sala i bambini si soni esibiti sul palco cantando delle canzoncine e mostrando i loro costumi carnascialeschi. Commovente è stata l’esecuzione dell’Inno Nazionale Italiano cantato con trasporto da tutti i presenti

Gli sguardi soddisfatti dei partecipanti hanno ripagato ampiamente ogni sacrificio e i sorrisi dei bimbi che hanno ricevuto un personale ricordino voluto dalla Giunta del CAE, hanno illuminato l’ambiance tra canti e balli.

Il Coordinatore della SAIG Carmelo Vaccaro in chiusura della manifestazione ha espresso la sua stima e gratitudine nei confronti della Presidente CAE e del nuovo Dirigente Scolastico che lavorano con impegno e passione per promuovere lo sviluppo della lingua e cultura italiana.

Un grazie speciale è stato rivolto da parte sua anche a tutti i docenti, veri e silenziosi artefici della manifestazione che con garbo, professionalità e spirito di sacrificio hanno garantito la riuscita di un appuntamento culturale ormai da tempo radicato nel cantone di Ginevra.

Dopo due ore di spettacoli, i bambini ed i loro accompagnatori si sono impegnati con convinzione a rendere onore all’immenso buffet di dolci e salati, arricchito dai tante prelibatezze squisitamente italiane.

CAE/Ufficio Scuola/SAIG