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Amnistia fiscale e reato di truffa agli enti assistenziali – aggiornamenti

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15977089_1388192951231375_1806770582030127313_nCon il 2017 inizia un altro anno durante il quale il fisco svizzero permetterà ancora ai suoi contribuenti di poter aderire, senza incorrere in ammende e procedimenti penali, all’amnistia fiscale, attraverso una domanda scritta ed inviata con raccomandata all’amministrazione fiscale cantonale.

Questa denuncia spontanea permette ai contribuenti, come già ripetuto e scritto molte volte, di dichiarare il proprio intero patrimonio ovunque esso si trovi. I contribuenti potranno informare il fisco ancora per tutto il 2017, tenendo ben presente che da gennaio 2018 inizierà lo scambio di informazioni automatiche tra un paese e l’altro e, dunque, da quel momento, più elevato sarà il rischio che l’amministrazione fiscale venga a conoscenza di patrimoni, esistenti all’estero, non ancora dichiarati.

Bisogna ricordare che, al di là dello scambio automatico di informazioni che riguarderà i conti bancari, il fisco dispone anche di altri strumenti, come ad esempio, l’interrogazione del catasto, banca dati pubblica ed accessibile a tutti, nella quale tutti gli immobili sono registrati e, dunque, semplicemente con i dati anagrafici si può agevolmente risalire al proprietario.

Quanto ai supplementi di imposta da pagare sugli ultimi 10 anni, come prevede l’amnistia fiscale, va detto che il calcolo viene effettuato caso per caso e tiene conto di molteplici fattori, quali, ad esempio, i redditi percepiti annualmente, le deduzioni di imposta che l’amministrazione fiscale prevede (ad esempio a Ginevra una coppia sposata ha una deduzione di imposta annuale di 165.678 franchi e, dunque, se ha una fortuna di 150.000 franchi, non pagherà alcuna imposta), la fortune già esistente in Svizzera, etc.

Sottolineo che la doppia imposizione è vietata dalle convenzioni internazionali (l’Italia e la Svizzera hanno sottoscritto una convenzione il 9 marzo 1976 entrata in vigore il 27 marzo 1979) e, dunque, se le imposte sono state già pagat nel paese ove i beni si trovano, le stesse imposte nn verranno richieste anche nel paese ove si è contribuenti. Per quanto riguarda i beni immobili, dunque, nessuna imposta immobiliare verrà richiesta, posto che le imposte immobiliari sono di esclusiva comptenza dello Stato ove gli immobili si trovano. Ma in Svizzera viene comunque calcolato il valore locativo, calcolato secondo una percentuale forfettaria del 4,5% a partire dal valore commerciale degli immobili. Detto valore locativo viene poi aggiunto ai propri redditi, come se gli immobili in questione fossero, di fatto, affittati. Se, poi, questa addizione vada ad incidere o meno sullo scaglione di riferimento oppure no (cioè se il contribuente andrà a pagare qualcosa in più), questo dipenderà da caso a caso, tenendo anche conto delle precedenti dichirazioni fiscali. A fronte della presentazione della denuncia spontanea, il reddito potrebbe, in effetti, aumentare fino a determinare uno scaglione impositivo superiore e, in questo caso, il contribuente potrebbe vedere aumentate le imposte da pagare. Ma non è detto: in caso di patrimoni di scarso valore (come una piccola casa, un conto corrente di scarso valore, una pensione minima), il contribuente non dovrebbe subire differenze.

Quanto alle imposte sulla “fortune”, questa verrà calcolata sommando il patrimonio già presente in Svizzera a quello presente in un altro Stato (valore degli immobili, denaro depositato in banca, investimenti, etc.) e il totale, verrà utilizzato per calcolare il tetto imponibile (che va dallo 0,34% all’1%).

Nonostante tutto, a fronte di questa possibilità, molti ritengono ancora che non sia opportuno procedere ad autodenunciarsi, dimenticando, pero’ che se non lo fanno un domani a subirne le conseguenze saranno i figli che erediteranno dei beni che per il fisco svizzero non esistono e se l’amnistia fiscale non sarà piu’ in vigore, avranno non pochi problemi da risolvere. Consiglio, quindi, di riflettere bene prima di prendere una decisione che possa pregiudicare la tranquillità dei propri discendenti in futuro.

Quanto al reato di truffa agli enti assistenziali, entrato in vigore dal 1 ottobre 2016, va detto che, spirato il termine del 31.12.2016 (concesso dal Consigliere Mauro Poggia a coloro che beneficiano di aiuti sociali e che non avevano dichiarato l’intero proprio patrimonio in sede di richiesta di aiuti o di rinnovo), per inviare una domanda di regolarizzazione con raccomandata, il Procuratore Generale darà corso alle indagini del caso a partire da quest’anno. Tutti coloro che non avranno inviato la domanda di regolarizzazione nel predetto termine, rischiano, dunque, di incorrere, da questo momento in poi, nelle sanzioni penali previste dalla normativa che includono, per le persone che non abbiamo nazionalità svizzera, l’espulsione dal paese, per non parlare della restituzione di quanto indebitamente percepito. Sottolineao che i 7 anni previsti possono diventare 15 nel caso di riconoscimento del reato di truffa.

Quanti, invece, abbiano aderito all’iniziativa messa in campo da Poggia (ricordiamo che Ginevra è stato l’unico cantone che non solo ha debitamente informato tutti gli assistiti, ma che ha anche previsto un breve periodo di tempo per regolarizzarsi), non saranno soggetti a procedimenti penali, né all’espulsione, ma, in qualche caso, dovranno procedere alla restituzione, in tutto o in parte, di quanto percepito.
Bisognerà, ora, attendere che gli uffici preposti facciano i calcoli per stabilire se vi sarà restituzione oppure no.

Infine, come di consueto, indico le date per le consulenze legali presso la sede della Società delle Associazioni Italiane di Ginevra (SAIG) nel mese di febbraio: lunedì 6 e 20 dalle 14 alle 17.

Avv. Alessandra Testaguzza

 

“L’Italie à portée de bouche – L’Italia a portata di bocca”

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16105641_1387383267979010_748698472020750618_nAlla SAIG, anche nel 2017 ritornano gli incontri con gli anziani del quartiere per rafforzare il progetto “L’Italie à portée de bouche – L’Italia a portata di bocca”

La collaborazione con l’Antenna Sociale di prossimità (ASP) dei quartieri Servette, Saint-Jean e Grand-Saconnex, del Dipartimento della Coesione Sociale e della Solidarietà è determinante per la co-organizzazione e la riuscita del progetto. Nel corso del 2016, la richiesta di partecipazione si è rivelata sempre più consistente a tal punto che gli uffici dell’ASP hanno dovuto selezionare le persone e alternarle. Purtroppo, per mancanza di spazio e per motivi di sicurezza, la SAIG non può ospitare più di 22 persone oltre gli addetti ai lavori.

Nell’incontro programmato lo scorso dicembre tra il Coordinatore della SAIG, Carmelo Vaccaro, e Sandrine Gilliéron, Consigliere in Azione Comunitaria (ASP), oltre le prime discussioni di avvicinamento per altri progetti in cantiere per il 2017, sono state programmate le date in cui si svolgeranno gli incontri fino giugno, presso la sede SAIG, de “L’Italie à portée de bouche”, che sono state fissate per i giorni seguenti: giovedì 9 febbraio, 9 marzo, 6 aprile, 4 maggio et 8 giugno.

Il primo incontro del 2017

Dopo i festeggiamenti di fine anno, l’equipe SAIG, ormai collaudata, del cui progetto sono responsabili i presidenti Menotti Bacci e Antonio Scarlino, con i loro collaboratori Lisette Bacci, Gino Piroddi, Francesco Decicco e Claude Romanato, ha confermato la propria disponibilità anche per il 2017. L’affiatata equipe ha accolto lo scorso 12 dicembre gli anziani del quartiere che ritornano nella sede SAIG numerosi, per iniziare un nuovo anno tutti insieme all’insegna della solidarietà e della voglia di stare insieme. Continuare, con una nuova avventura, a donare l’affetto e l’amore e rafforzare il rispetto verso il prossimo e le nostre memorie storiche, uno degli obbiettivi che la SAIG continua a perseguire.

La sede SAIG è stata rallegrata da un pubblico di 22 persone tra anziani e accompagnatori, per consumare il primo pranzo dell’anno a base di tortellini in brodo, arrosto di vitello con polenta e panettone con un gelato fragola e caramel. Le proposte culinarie che i nostri cuochi amatoriali propongono secondo la migliore tradizione italiana, sono sempre gradite dagli ospiti che affollano con piacere la sede SAIG in occasione di questi incontri tanto attesi sia dagli anziani e sia dall’equipe SAIG.

Si auspica che in futuro, la SAIG possa incrementare queste azioni sociali a favore degli italiani e della popolazione ginevrina tutta.

Carmelo Vaccaro

La SAIG e l’Associazione AVETIS SWISS si uniscono in un partenariato socio-culturale

15873460_1381101078607229_2811131122848135683_nIl 5 gennaio scorso, si sono incontrati il Coordinatore della SAIG Carmelo Vaccaro e la Presidente dell’AVETIS, Varduhi Khachatryan per stipulare un partenariato tra le due realtà associative presenti nel Cantone di Ginevra. Malgrado di nazionalità diverse, le due organizzazioni hanno molti scopi comuni, come quello di promuovere la cultura musicale.

Già alla fine del 2016, la presidente dell’AVETIS, è stata chiamata dai dirigenti SAIG per far parte del Comitato d’Onore della Società delle Associazioni Italiane di Ginevra, di cui, la stessa Presidente ha accettato onorevolmente sposandone le cause.

La SAIG è onorata di questo partenariato che volge a siglare un accordo importante per avvicinare due popoli attraverso la cultura musicale, dove le due entità saranno uniti dagli eventi socio-culturali-informativi rivolti all’utenza ginevrina e svizzera.

Se già la SAIG è conosciuta nell’ambito dell’italianità a Ginevra, sarà questa un occasione per presentare l’Associazione AVETIS.

Di fatti, l’associazione culturale svizzera-armena AVETIS, mira a favorire varie forme di espressione artistica, di diffondere e divulgare l’identità, la cultura e la lingua armena, sviluppare, promuovere e realizzare scambi culturali e artistici svizzero-armene. L’associazione si propone di organizzare eventi culturali a Ginevra e altrove, e quindi dare la possibilità di creare numerosi scambi tra artisti armeni e stranieri.

Questa sinergia gioverà a entrambi per potenziare le azioni socio-culturali nel Cantone di Ginevra.

Carmelo Vaccaro.

La sezione di Ginevra dell’Associazione Nazionale Carabinieri,chiude il 2016 con la celebrazione della “Virgo Fidelis”

15823528_1380910871959583_8090739066144392491_nLa sezione di Ginevra dell’Associazione Nazionale Carabinieri,chiude il 2016 con la celebrazione della “Virgo Fidelis”

Il 17 dicembre è’ stata celebrata, presso la Missione Cattolica Italiana in Ginevra la “Virgo Fidelis”, patrona dell’Arma dei Carabinieri. La Santa Messa è stata officiata da Padre Luciano Cocco alla presenza delle autorità del Cantone di Ginevra, militari, del personale dell’ufficio scuola di Ginevra con i loro allievi, dei presidenti / coordinatori e /o responsabili delle associazioni italiane presenti nel Cantone di Ginevra e la gradita presenza dell’ingegner Francesco H. Garibaldi, figlio di Anita Garibaldi e parente dell’Eroe dei due Mondi Giuseppe Garibaldi. Nell’occasione è stato celebrato anche il “75° Anniversario della Battaglia di Culquaber”, la “Giornata dell’Orfano” e sono stati commemorati i caduti di Nassirya. Al termine della cerimonia i componenti della Sezione hanno offerto, a tutte le persone presenti alla stessa, un rinfresco allietato dall’intervento, particolarmente gradito da tutti, di alcuni bambini / ragazzi delle scuole di lingua italiana che hanno dedicato dei versi e dei pensieri ai componenti dell’Arma dei Carabinieri.

Il titolo “Virgo Fidelis”,che esprime in tutto significato della vita di Maria e della sua missione di Madre e di Corredentrice del genere umano affidatale da Dio, non ha mai avuto una risonanza universale e un culto particolare nella chiesa. Nella liturgia infatti non esiste una speciale festa. Il merito maggiore della diffusione e dell’affermazione del culto alla “Vergine Fedele” è della “Benemerita e Fedelissima” Arma dei Carabinieri d’Italia, che il 21 novembre la festeggia come propria Patrona.

15873190_1380910868626250_5534924182345127095_nLa scelta della Madonna “Virgo Fidelis”,
come celeste Patrona dell’Arma, è indubbiamente ispirata alla fedeltà che, propria di ogni soldato che serve la Patria, è caratteristica dell’Arma dei Carabinieri che ha per motto “Nei secoli fedele”.

Nell’Arma il culto alla “Virgo Fidelis” iniziò subito dopo l’ultimo conflitto mondiale per iniziativa di Monsignor Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, Ordinario Militare d’Italia, e di P. Apolloni S.J., Cappellano Militare Capo. Lo stesso Comandante Generale prese a cuore l’iniziativa e bandì un concorso artistico per un’opera che raffigurasse la Vergine, Patrona dei Carabinieri. Fu allora che lo scultore Giuliano Leonardi rappresentò la Vergine in atteggiamento raccolto mentre, alla luce di una lampada, legge in un libro le parole profetiche dell’Apocalisse: “Sii fedele sino alla morte”. L’8 dicembre 1949 Sua Santità Pio XII, accogliendo l’istanza di Monsignor Carlo Alberto di Cavallerleone, proclamava ufficialmente Maria “Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri”, fissando la celebrazione della festa appunto il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della battaglia di Culqualber. A Lei è dedicata la preghiera del Carabiniere dell’Arcivescovo Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, che nel 1949 era Ordinario Militare.

L’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) fu costituita nel 1886. Nel 1956 fu redatto lo statuto organico e nel 1957 il suo regolamento d’esecuzione che, con qualche variante, regola ancora l’associazione. La sede è a Roma.

La Sezione ANC di Ginevra è nata nell’anno 2009, conta circa 50 iscritti residenti nei cantoni francofoni e non e da circa un anno si dedica, oltre ad essere presente nelle parate, commemorazioni o altro, anche ad una attività di anti bullismo / anti cyber bullismo andando nei corsi di lingua italiana a parlare di questo problema.

Le linee guida sono quelle della solidarietà, assistenza morale, culturale, creativa, ricreativa ed economica tra: carabinieri in congedo, in servizio, con le altre forze armate, le istituzioni e i cittadini. Negli ultimi anni, molte sezioni hanno costituito nuclei di volontariato che operano nell’ambito della protezione civile.

Il sodalizio è composto da 1700 sezioni , di cui 1.673 in Italia e 27 all’estero. Ha oltre 200.000 soci (di cui circa 1.200 all’estero) e comprende 350 organizzazioni di volontariato.

L’ANC ha un proprio giornale, Fiamme d’Argento, che invia trimestralmente agli iscritti. Organizza attualmente il Raduno nazionale ANC, di norma ogni due anni in una città diversa.
L’ANC fa parte del Consiglio nazionale permanente delle associazioni d’arma, denominato ASSOARMA.

Incontro e intervista all’Ambasciatore d’Italia a Berna, S. E. Marco Del Panta

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Gli incontri della delegazione SAIG si sono proseguiti a Berna, con l’intervista all’Ambasciatore di Italia a Berna, Marco Del Panta, il quale ha accolto la delegazione ginevrina con molto disponibilità e cortesia.
Sulla questione dell’apposizione di monumenti si è detto disponibile ed ha trovato l’iniziativa lodevole e, per la circoscrizione che compete all’Ambasciata (Berna e Neuchâtel), si farà portavoce per la realizzazione della proposta.
Sui tagli ai finanziamenti pubblici ha riferito che la situazione è meno grave di quel che pensava, essendo detti tagli notevoli solo per i corsi di lingua italiana. L’Ambasciatore ha risposto anche sui rapporti tra Italia e Svizzera relativamente alle tensioni in Canton Ticino che hanno portato alla vittoria del no al recente referendum che riguardava la questione dei frontalieri. Ha sottolineato il fatto che a livello di Confederazione i rapporti tra i due paesi sono ottimi ma che, nonostante questo, il Ministro Gentiloni è stato molto solerte e deciso, dopo il referendum, a prendere contatti con le istituzioni elvetiche in modo da chiarire che non erano ammesse questioni di discriminazione nei confronti degli stranieri ed il Consigliere federale gli ha dato rassicurazioni dicendo che assolutamente si tratta di un’iniziativa cantonale, di cui si dovrà tenere conto ma la legge sull’immigrazione invece è federale, quindi, ciò che decide il Cantone deve essere poi recepito a livello federale e la posizione del Consiglio federale è quella nota che si conosce. L’Italia, tra l’altro, si è fatta anche portatrice di certe esigenze svizzere nel negoziato con l’Unione Europea per il referendum del 2014 a livello nazionale. L’Ambasciatore si augura che non ci siano conseguenze negative rispetto a queste problematiche che, sia pur locali, testimoniano comunque un disagio nei confronti dei lavoratori italiani. Un referendum comunque c’è stato ed in una democrazia se ne deve comunque tener conto, ma non si può entrare assolutamente in una questione che attiene alla politica interna svizzera. Quel che è stato fatto presente è che discriminazioni sulla base della nazionalità sono incompatibili con gli accordi che la Svizzera ha sottoscritto con l’Unione Europea.
15972520_1390188514365152_2069482763860815132_oLe due regioni, Ticino e Lombardia, ha sottolineato, sono storicamente talmente interconnesse che la Lombardia ha dato nel tempo ed in tanti settori economici un bel contributo al Canton Ticino e, dunque, se si guarda la questione da un punto di vista più alto, si ha difficoltà a capire le ragioni di questo rigetto. Va anche considerato il fatto che il Ticino ha nel tempo attuato una politica di attrazione degli investimenti, alla quale gli investitori lombardi hanno dato seguito con grossi investimenti in Ticino, con la conseguenza che non trovando in Ticino professionisti e manodopera specializzata gli imprenditori hanno portato dall’Italia i lavoratori necessari a fare impresa, alimentando un movimento transfrontaliero, ma questa è stata una conseguenza della politica del Cantone. E’ una questione che va gestita nell’ambito delle buone relazioni che abbiamo con la confederazione e con il Consiglio di Stato ticinese, tenendo anche conto che per l’Italia, trattandosi dell’unico cantone in cui si parla la lingua italiana, è molto importante mantenere i migliori rapporti con questa realtà. Essendo di competenza federale il libero scambio e la libera circolazione dei lavoratori tra l’Italia e la Svizzera, l’Ambasciatore stesso si sta recando più frequentemente in Ticino per testimoniare la sua vicinanza ai nostri connazionali e la storica prossimità culturale, linguistica e commerciale con questo cantone, soprattutto per quanto riguarda, appunto, la regione Lombardia.

Per quanto riguarda, invece, l’iniziativa posta dalla SAIG circa una riforma della legge sui COMITES e CGIE, ha sottolineato come le rappresentanze diplomatiche non fanno parte né del potere legislativo, né di quello esecutivo e, quindi, potrà farsi carico, di convogliare a Roma le istanze della collettività e quindi se dovesse emergere nella collettività una posizione unitaria nel senso di rivedere la legge sulla rappresentanza degli italiani all’estero, le rappresentanze consolari se ne faranno certamente carico per trasmettere al Ministero le istanze in proposito raccolte, anche se secondo lui esistono delle organizzazioni a ciò deputate come i CGIE che sono le sedi dove discutere di queste cose. Esistono i senatori e deputati all’estero incaricati di questo. L’Ambasciata, d’altra parte intrattiene rapporti con le istituzioni elette presenti sul territorio, come i COMITES, e ogni circoscrizione ha i suoi COMITES cui riferirsi, e poi esiste una riunione annuale tra i COMITES che si chiama INTERCOMITES in seno alla quale si potrà discutere anche di queste cose.

La SAIG intervista al Console Generale di Zurigo, Min. Plen. Giulio Alaimo

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15823618_1379129328804404_604597424355381878_nDopo gli incontri con il Console di Lugano e quello di Basilea nell’ambito del previsto tour nelle sedi delle rappresentanze consolari italiene in Svizzera, una delegazione della SAIG, è stata ricevuta dal Console Generale di Zurigo, Min. Plenipotenziario Giulio Alaimo, il quale ha risposto ad alcune domande.

La prima cosa che è stata chiesta, riguardava la possibilità che il Consolato di Zurigo

potesse interfacciarsi e collaborare con la SAIG con lo scopo di collocare dei monumenti, anche nella sua circoscrizione consolare, in riconoscenza alle emigrazioni degli italiani in Svizzera.
Nel Cantone di Ginevra, difatti, da alcuni anni sono stati apposti, su iniziativa della SAIG e su specifica autorizzazione delle istituzioni locali, alcuni monumenti in ricordo dei sacrifici degli italiani in Svizzera.

Il Console Alaimo che è stato nominato Console Generale a Zurigo soltanto dallo scorso agosto, dopo aver dato il benvenuto e ringraziato la SAIG per la visita, ha riferito di essere ancora in fase di conoscenza di una realtà che comunque è molto ampia, complessa e molto vitale con spiccato spirito di iniziativa. Riconoscere il contributo dei nostri connazionali in questo Paese, continua Alaimo, è quasi un obbligo da parte del Consolato. Contributo alla sviluppo di questo paese che non è solo un contributo economico ma anche culturale, di costume, di enogastronomia, di qualità della vita. Ogni sforzo che vada, dunque, nella direzione di un riconoscimento svizzero di questo nostro ruolo storico, è un’iniziativa che deve essere sostenuta e promossa.

Molte le comunità di connazionali presenti nella sua circoscrizione consolare, come a San Gallo, Wintertour, Lucerna, città dove la presenza dei nostri connazionali è stata, ed è importante, e ciascuna ha titolo e diritto per avere un monumento che la celebri. E’ una cosa che si dovrà fare, come di prassi, di concerto con le istituzioni cittadine dei paesi ove questi monumenti potrebbero essere ospitati e insieme agli organi rappresentativi della comunità, quindi i COMITES (a Zurigo e a San Gallo). Insieme ai COMITES potrebbero venire avviate le operazioni di comunicazione con le istituzioni locali per far si’ che questi monumenti trovino una loro collocazione.

Successivamente è stato chiesto al Console, qual è la sua strategia organizzativa, atteso che è da poco arrivato a ricoprire questo ruolo a Zurigo e che da poco è stato soppresso il Consolato di San Gallo con un aumento di competenze a carico di Zurigo. Il Console ha risposto che molti e complessi sono i problemi dal momento che, facendo riferimento anche ai numeri, Zurigo copre buona parte della Svizzera tedesca, con circa 210.000 connazionali iscritti, una grande città italiana che vive fuori dai confini nazionali, e questo dà la misura dei servizi che devono essere gestiti. Peraltro il carico di lavoro, dopo la chiusura del Consolato di San Gallo, è aumentato moltissimo perché tutta la popolazione italiana che faceva capo là, è stata trasferita ora a Zurigo, senza che questo abbia, pero’ comportato un aumento degli organici.

 

Secondo poi, vanno promossi nuovi metodi di lavoro. Ad esempio utilizzando i canali telematici, informatici. Quindi il corrispondente consolare deve essere in condizione di interloquire con il Consolato con mezzi telematici per permettere uno scambio di documentazione e di informazioni. Altro aspetto è quello di razionalizzare le presenze consolari in queste realtà periferiche, quindi permettere al personale di muoversi, secondo un programma strutturato, andare a visitare le comunità di connazionali esistenti ed offrire dei servizi sul posto, per offrire un servizio in situazioni particolari.

Aumentare le comunicazioni attraverso mezzi telematici è un altro sistema. C’è un account twitter, un profilo Facebook, il sito del Consolato è molto ricco di informazioni. Sanno che c’è un problema non solo a Zurigo ma in tutte le realtà consolari. L’utente che chiama al telefono ha oggettive difficoltà di parlare con un operatore, momento che, secondo i dati statistici, in particolari momenti della giornata ci sono 400 telefonate in entrata ma una sola persona che può rispondere. Si deve necessariamente procedere per priorità, dunque. Rafforzare l’informazione telefonica, prevedendo piu’ persone al centralino, oppure assicurare i servizi allo sportello? La scelta è stata nella direzione di rafforzare i servizi allo sportello, dal momento che le informazioni possono essere raccolte anche attraverso altri canali.

15780807_1379129335471070_1614219735878215354_nAl Console è stato poi chiesto se le molte associazioni presenti a Zurigo possano concretamente rappresentare un mezzo di comunicazione con il Consolato e trasmettere la vicinanza delle istituzioni italiane ai concittadini lontani. Il Console ritiene che certamente tali comunità possano rappresentare un trait d’union. Esistono, continua, diversi tipi di comunità. Alcune piu’ attive, altre meno, ma ciascuna rappresenta il mantenimento delle nostre tradizioni, che molto spesso sono tradizioni regionali, localistiche e già questo è un ruolo di mantenimento di un’identità. Le comunità molto attive con il Consolato rappresentano anche degli ottimi canali di informazione. Il COMITES, come rappresentanza eletta, anche istituzionalmente è chiamata a farsi interprete delle esigenze della comunità. Lui stesso partecipa molto agli eventi delle associazioni, proprio per capire dalla voce dei connazionali che riesce a capire i problemi e le esigenze.

E, a proposito di questo, Carmelo Vaccaro ha affrontato il tema dell’emigrazione vecchia e nuova, delle diverse esigenze, delle diverse età e dei diversi contesti, sociali e storici, in cui si muovono gli emigrati, chiedendo come il Console pensa di organizzarsi per andare incontro a tutte queste diversificate ma egualmente importanti esigenze.

Il Console ha fatto, preliminarmente una differenza tra l’emigrazione storica, con la quale ci si misura in maniera tradizionale perchè la si conosce meglio e perchè si tratta di una comunità che è piu’ abituata a rivolgersi al Consolato. Poi esiste tutto un mondo di nuovi arrivi che invece sfugge completamente, semplicemente perchè i nuovi emigrati non si recano al Consolato, forse per mancanza di interesse o forse perché ritengono che il Consolato non sia di reale aiuto. Non ci sono dati ufficiali ma solo stime secondo le quali arriverebbero nella sola città di Zurigo almeno 100 persone al mese, che quasi mai si iscrivono all’AIRE. Si trattta di dati che arrivano dalla municipalità di Zurigo alla quale i nuovi arrivati si rivolgono piuttosto che annunciarsi al Consolato. A questa comunità loocale vengono richiesti corsi di lingua, orientamento professionale o assistenza, nel senso tradizionale se le cose non vanno bene.

La municipalità di Zurigo organizza un evento molto importante, nella metà del mese di dicembre, dedicata ai nuovi arrivati italiani, dando indicazioni di carattere informativo mirate proprio ai nostri connazionali.

L’ultima domanda, come anche per gli altri Consoli intervistati, ha riguardato la questione relativa alla possibile futura apertura di un tavolo di discussione tesa al miglioramento dell’attuale normativa sulle rappresentanze elette all’estero (CO.MI.TES e CGIE) per meglio adattarla alle moderne esigenze degli italiani residenti all’estero e per fare in modo che tale rappresentanza sia presente in maniera più uniforme e meglio distribuita. La problematica sarebbe capire se le rappresentanze in Svizzera potrebbero, secondo il suo parere, collaborare ad una tale riforma dando l’impulso affinché le parti interessate e competenti possano arrivare una normativa più adeguata.

Il Console ha innanzitutto ricordato che la normativa sulla rappresentanza ha visto tre momenti, tre leggi che si sono succedute negli anni e che indubbiamente hanno creato un impianto che potrebbe in effetti presentare degli aspetti non coerenti.

Quindi abbiamo i Parlamentari nazionali eletti da tutta una circoscrizione europea, abbiamo i rappresentanti di ciascuna circoscrizione consolare e poi c’è un organismo intermedio che è il CGIE. Questo è già un argomento di discussione la quale la rete consolare puo’ dare un suo contributo di riflessione laddove si organizzasse un tavolo di discussione si Consolati sarebbe di certo ben lieti di dare il loro contributo.

CAL.TEVA

Nella prima candelina del Gruppo Genitori Ginevra, Assemblea Generale e festa di Natale per grandi e piccini.

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Lo sguardo stupito e la faccia di chi proprio non se lo aspettava. Babbo Natale ha regalato momenti d’incredulità ai tanti bambini presenti sabato, 10 dicembre, all’Assemblea Generale e festa di Natale organizzata dal Gruppo Genitori Ginevra, per festeggiare il suo primo anno di vita.

Dalla mattina fino al tardo pomeriggio, i locali della Missione Cattolica Italiana hanno ospitato tanti bambini e i loro genitori. Tra atelier per realizzare disegni con la pasta e alberi di Natale verde cartoncino, tavoli colmi di disegni da colorare e truccabimbi, non sono mancati momenti dance con il maestro di zumba che, per oltre un’ora ha fatto ballare tutti, grandi e piccoli.

Nel corso della giornata, mentre i piccoli si dilettavano tra danze e atelier, i grandi si sono ritagliati un momento di relax, grazie all’incontro “Genitori senza stress”, della psicoterapeuta Barbara De Angelis.

La festa di Natale è stato il modo di festeggiare un anno dell’associazione Gruppo Genitori Ginevra, che vuole promuovere la lingua e cultura italiana, riunendo e unendo le famiglie italiane che vivono sul territorio cantonale. Associazione nata, o meglio, rinata, per creare un collegamento diretto con il Consolato Italiano e promuovere la bellezza della nostra lingua e la vastità della nostra cultura che, soprattutto i bambini, rischiano di non scoprire, vivendo in un Paese straniero.

15284181_1366853676698636_2139838815201306182_nL’associazione, creata da quattro giovani famiglie italiane, pone le basi della sua attività su tre grandi temi: ImpariAMO, sezione di laboratori didattici per bambini e corsi di lingua e cultura italiana; leggiAMO, dove sono realizzati incontri di lettura di favole e storie, ovviamente in lingua italiana e incontriAMO, sezione dedicata ai grandi con eventi per conoscersi e conoscere meglio la cultura italiana. Già in questo primo anno di attività, sono stati numerosi gli appuntamenti realizzati, soprattutto per i più piccoli, come i corsi del “Piccolo pizzaiolo” e il Piccolo Casaro”, gli incontri di letture e lo spazio dedicato alla poesia. Per non parlare delle feste, tra cui quella organizzata per la Festa della Repubblica e il Carnevale. Per il 2017 l’agenda è giù piena zeppa di nuovi e interessanti appuntamenti: per i più piccoli, la conferma degli atelier già realizzati con l’aggiunta di quello dedicato alla fotografia. Non mancheranno le storie raccontate in lingua italiana e nuovi eventi dedicati alla genitorialità.
L’associazione “Gruppo Genitori Ginevra” (GGG) può contare sull’appoggio di numerosi partner, tra cui il Liceo bilingue Pareto di Losanna, il Com.It.es, l’associazione culturale “A riveder le stelle” e la SAIG. Quest’ultima tra l’altro è stata ospite durante l’assemblea del GGG, nella persona del suo Coordinatore, Carmelo Vaccaro. La festa di Natale dello scorso sabato 10 dicembre, ha visto il suo culmine proprio con l’arrivo di Babbo Natale, che ha distribuito doni e sorrisi a tutti i bambini presenti.

Un bellissimo evento, per augurare un sereno Natale a tutte le famiglie italiane di Ginevra e darsi appuntamento per un 2017 ricco di tante nuove esperienze da fare insieme.

Paola Proietti
Socia Gruppo Genitori Ginevra

Entusiasmi e tradizioni alla festa natalizia del Corso di cucina della SAIG

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15420954_1361648600552477_3172312997434766903_nNumerose le emozioni che si sono succedute, lo scorso 15 dicembre, in occasione della festa natalizia del Corso di cucina della SAIG. L’arrivo festoso e festante delle assistenti cuoche, ha dato inizio ad un corso di cucina particolare, guidato con maestria dai cuochi della serata, Giuseppe Mirabella e Pietro Toro, catanesi doc, inviati dal Ristorante “I Siciliani”, per un’esibizione magistrale della realizzazione dei famosi arancini.

A seguire, è stato proposto un festival di dolci nel quale erano rappresentate alcune regioni italiane. Il tutto accompagnato da vini e prosecco rigorosamente italiani.

Per questo evento di fine anno, sono stati invitati alcuni amici della SAIG e i famigliari dei frequentatori del Corso. Dopo i meritati complimenti per la riuscita della cena, con il contributo culinario di tutti le allieve del corso di cucina, sia pur con qualche giorno di ritardo, i dirigenti SAIG hanno voluto, inoltre, approfittare dell’occasione per ricordare l’evento storico ginevrino dell’Escalade. La spaccatura della marmitta, come vuole la tradizione, è stata eseguita, dal responsabile dei Corsi d’informatica, Bruno Labriola e dal Presidente dell’Ass. Lucchese, Menotti Bacci, responsabile del Corso di Cucina.

15590851_1361649620552375_1452465893018307596_oUna serata pienamente riuscita e trascorsa in allegria, all’insegna delle diverse culture regionali, espresse attraverso la degustazione dei nostri piatti tipici, e del desiderio di stare insieme e ricordare sempre alcuni dettagli delle nostre città di provenienza, piccoli e insignificanti in apparenza ma profondamente significativi nella loro essenza.

Il primo appuntamento al Corso di Cucina della SAIG 2017 è stato fissato giovedì 26 gennaio per iniziare un nuovo anno pieno di allegria, di amicizia ed emozioni.